Categoria: welfare

Arrivano sei profughi? Sisti a sorpresa annuncia dimissioni

E’ una scelta giusta, per il sindaco di Castelvisconti, dimettersi nel caso in cui la Prefettura di Cremona assegni sei richiedenti asilo all’accoglienza organizzata presso un’abitazione messa a disposizione dalla proprietaria? Non riesco a credere che sei immigrati riescano a creare problemi ingestibili a Castelvisconti (300 abitanti), da un sindaco esperto come Alberto Sisti (Forza Italia). Il quale lamenta la spesa, quei 35 euro al giorno al gestore, che sarebbero ingiustificabili rispetto a una multa discutibile a un concittadino, secondo l’esempio che fa il sindaco in un’intervista a Cremonaoggi. Che persone possono essere quei sei richiedenti asilo? Pericolose? Solitamente non va proprio così. L’immigrazione suscita paure, che spesso spariscono di fronte alla realtà, com’è successo ad esempio a Ficarolo (Rovigo): grandi proteste all’inizio, poi la convivenza. Se si parla di sprechi di soldi pubblici, i problemi sono altri, sollevati ad esempio dagli ambientalisti. I contributi pubblici per il biogas superano la spesa per l’accoglienza: su questi però il sindaco legato a Forza Italia non si pronuncia. Credo che Alberto Sisti non si dimetterà da tutte le cariche (presidente dell’Unione lombarda dei Comuni, sindaco e consigliere provinciale). Sei persone di colore, anche se fossero ospiti solo per un periodo e poi se ne andassero a vivere altrove, non rappresentano una sconfitta del Comune, che al contrario, di fronte all’eventuale accoglienza, potrebbe essere chiamato semmai a un ruolo di garante della sicurezza, della convivenza civile, del controllo, secondo le funzioni dell’ente locale. 

 

 

CASTELVISCONTI CR Suscita perplessità in Prefettura le dichiarazioni del sindaco di Castelvisconti, Alberto Sisti, che minaccia dimissioni da tutte le cariche, quindi anche come consigliere provinciale e rappresentante del presidente, se nel suo paese saranno organizzate forme di accoglienza per i profughi. In realtà la Prefettura non sta prendendo decisioni in questi giorni: se Castelvisconti sarà ritenuto idoneo, utilizzando ad esempio una casa non abitata in base a un primo accordo con la proprietaria, dettasi disponibile, i profughi accolti saranno comunque sei e saranno collocati in base a condizioni di accoglienza oggettive, e la scelta non sarà determinata dalle dichiarazioni del sindaco, che manifesta un’opposizione preventiva, in modo più o meno simile a tutti gli altri sindaci della provincia di Cremona. Nell’abitazione di Castelvisconti, disabitata da anni, gli allacci di acqua,luce e gas sono già stati fatti. Tutto pronto, dunque?

La Prefettura fa sapere di non aver ancora deciso nulla e che Castelvisconti non è un candidato prescelto. Le previsioni della Prefettura di corso Vittorio Emanuele II, rese note in gennaio, sono di ospitare in forma di prima accoglienza 1.500 migranti nel corso del 2017, con una spesa di 14 milioni e 400mila euro. A Castelvisconti si è tenuta un’assemblea con 85 partecipanti, in seguito a una petizione sottoscritta da 180 persone, su un totale di 300 abitanti, per dire no all’arrivo dei profughi. Alberto Sisti indica Cremona come sede per le attività di accoglienza, quando il capoluogo ha già detto “basta” dopo aver messo a disposizione l’ex scuola di Picenengo, ristrutturata e adattata per l’occasione. Sisti fa sapere che la popolazione è pronta a impedire gli arrivi “con ogni mezzo” e che sul territorio di Castelvisconti non ci sono iniziative di integrazione pubbliche o private tali da giustificare un afflusso di migranti, che comunque per la Prefettura sarebbero sei. Sisti ritiene che la popolazione non accetta la spesa pubblica di 35 euro al giorno a favore di persone non disposte a fermarsi a Castelvisconti, paese vicino allo stoccaggio Stogit di Bordolano e ad alcuni impianti a biogas. La spesa pubblica per il biogas, premiato da contributi pubblici, e lo stoccaggio di metano da 1 miliardo e 200 milioni di metri cubi di gas destinati da quanto si sa al mercato internazionale, però, non ha mai sollevato alcuna critica da parte del sindaco di Castelvisconti, malgrado sia documentata la dispersione in atmosfera e di emissioni inquinanti da parte di queste attività, che le istituzioni cremonesi, compresa l’Ats, tengono sotto osservazione.

Morosità incolpevole, il Comune evita 14 sfratti

CREMONA Non diminuisce la morosità incolpevole, fenomeno ormai consolidato da anni, per il numero di famiglie in condizioni di fragilità economico-sociale che non è nemmeno in grado di pagare l’affitto, che si tratti di appartamenti privati o si case del Comune. Anzi la direttrice delle Politiche sociali Eugenia Grossi scrive nero su bianco che la crisi economica continua e grava sulle famiglie seguite dai servizi e impegna 56mila euro, finanziati dalla Regione, per evitare lo sfratto di 14 nuclei familiari. Non sono le uniche risorse di cui dispone il Comune, che si affida anche al microcredito. Dal monitoraggio che sta eseguendo il settore Patrimonio, risulta una morosità del 15% nelle case popolari: circa 150 nuclei familiari, negli 860 alloggi pubblici del Comune, non pagano più il canone. Gli accertamenti sull’effettivo stato di necessità economica sono incessanti: circa metà delle 150 famiglie morose, secondo i dati attuali, risultano già seguite dai servizi sociali e quindi in stato di effettiva indigenza. I controlli continuano, senza tolleranza per chi in realtà può pagare, come spiega l’assessore Andrea Virgilio. Il dato complessivo delle sofferenze sul mercato privato non è disponibile: le domande di case popolari però sono circa 700 e gli alloggi già assegnati sono 860. E aumenteranno perché il Comune potrà recuperare gli appartamenti oggi non abitabili, almeno 150, dopo aver ottenuto un finanziamento statale di quattro milioni, che stanno arrivando gradualmente nelle casse municipali. In autunno inizieranno i lavori a San Felice, sono inoltre già in programma opere di manutenzione anche a Borgo Loreto e nel quartiere Villetta. Sistemazioni che riguardano non solo per gli alloggi ma anche per le parti comuni dei condomini pubblici. Un primo lotto di lavori manutenzione, finanziato dal ministero delle Infrastrutture, è già in corso a Borgo Loreto: 6 appartamenti vengono recuperati nelle vie Litta, Legione Ceccopieri, Sardagna e Livrasco. Altri 17 alloggi saranno recuperati entro i prossimi due mesi.

Cremona Solidale, bilancio in attivo tra le polemiche

 

CREMONA Cremona Solidale ha presentato ieri commissione welfare il bilancio consuntivo 2016, con un aumento di ricavi, una riduzione di costi e un utile di 340mila euro. Risultati positivi quindi, malgrado le pesanti polemiche delle minoranze seguite al cambiamento del direttore generale, da Angelo Gipponi a Emilio Tanzi. Gli utili saranno reinvestiti nei nuovi progetti: la realizzazione del primo lotto dei giardini Alzheimer della palazzina Somenzi, una nuova tensostruttura davanti all’edificio storico, per le attività all’aperto, alcune apparecchi per il sollevamento degli ospiti dai letti e più information technology, con acquisto di nuovi computer, smartphone e programmi informatici, oltre alla sostituzione delle porte della palazzina Mainardi, ormai in cattivo stato.

Le discussioni però sono tutt’altro che finite: questi investimenti non bastano per Luigi Amore, ex assessore ora all’opposizione con Obiettivo Cremona. C’è un dato che non soddisfa: l’assistenza domiciliare ha sì aumentato le prestazioni del 20%, eppure il fatturato è diminuito. Il direttore Tanzi spiega che il dato dipende dalla forte concorrenza. Luigi Amore ricorda il programma del sindaco Galimberti, che prometteva più assistenza domiciliare e apertura al territorio, quando ora Cremona Solidale non riesce a essere competitiva. Tanzi difende l’azienda: le prestazioni ambulatoriali sono aumentate, le entrate maggiori provengono però largamente dalla casa di riposo, con un aumento dei solventi in proprio. L’area disabilità rende di meno, tuttavia gli indicatori finanziari sono tutti migliorati, con la crescita dell’attività caratteristica e c’è stato un aumento del patrimonio del 7%. Lucia Lanfredi dei 5 stelle fa domande sulla liquidità, che pare eccessiva, visti i tre milioni di euro sul conto corrente e nel risparmio postale. Tanzi e l’assessore Rosita Viola ribattono però che la liquidità è utile per pagare rapidamente i fornitori, ed è elevata per gli incassi delle rette e dei contributi regionali. Resta poi disponibile in banca, per statuto, il milione di euro ricevuto dall’eredità Somenzi. Altro motivo di critica, l’assenteismo, calato troppo poco, e la debole partecipazione ai corsi di formazione professionale. Non aumentano comunque più le rette e la soddisfazione del pubblico per la qualità dei servizi è elevata. Anche Federico Fasani, uno dei più critici durante il cambio della direzione, ha apprezzato, dal centrodestra, i risultati positivi dell’andamento di Cremona Solidale, e ha concluso che le critiche tutto sommato fanno bene.

 

Episodi gravi, proposto il Garante degli anziani nelle case di riposo

 

CREMONA Dopo un incontro con l’assessore regionale al welfare Giulio Gallera l’associazione degli Angeli Custodi, presieduta da Giuseppe Bruno con i suoi oltre 100 iscritti, lancia il nuovo progetto “Siamo vicini”, anche perché alcuni gravi episodi, accaduti nelle case di riposo della provincia di Cremona, dimostrano che non si può parlare del territorio come di un’isola felice, benché l’assistenza sia di qualità mediamente buona, rispetto alla dura realtà messa in luce dal ministro Lorenzin in occasione della campagna “Estate sicura 2016”. In una casa di riposo su tre, in Italia, sono stati riscontrati fatti di “abbandono di incapaci, maltrattamenti e lesioni”, ma anche inadeguatezze strutturali e carenze igieniche. In provincia gli Angeli Custodi hanno riscontrato alcuni fatti gravi e diverse situazioni poco soddisfacenti, riferite a comportamenti di alcuni operatori o alla mancanza di qualità nei servizi alberghieri, come la mensa. E’ capitato più volte, poi, che i medici, malgrado rette elevate, chiedessero alle famiglie l’acquisto a proprie spese di farmaci da usare negli ospizi. I controlli vengono compiuti dall’Ats, mentre gli Angeli custodi si propongono come interfaccia dei comitati dei parenti nelle case di riposo. Le proposte riguardano l’istituzione di un Garante degli anziani ospiti, che possa entrare nelle strutture senza preavviso, anche di notte, e scrivere relazioni dopo aver consultato familiari, ospiti e dipendenti delle strutture. Le relazioni del Garante dovranno essere comunicate all’Agenzia di rating istituita dalla Regione Lombardia, che darà una valutazione ai singoli istituti, favorendo così la libera scelta delle famiglie. Altra proposta sono i corsi di formazione per i familiari, in modo da far conoscere loro diritti e doveri, sempre allo scopo di migliorare la qualità della degenza negli ospizi. Uno dei punti più forti è l’assistenza domiciliare, da parte dei congiunti degli anziani parzialmente autosufficienti, sostenuti però da un reddito per il lavoro d’assistenza svolto, in modo da evitare il ricovero, e garantire più posti letto, quindi, ai disabili e alle persone colpite dalle patologie più complesse, che saranno assistite da personale specializzato. Giuseppe Bruno, la cui associazione è presente anche in diversi territori fuori dalla provincia di Cremona, propone anche corso per giovani che vogliano avvicinarsi al lavoro di cura, in modo che le strutture possano scegliere anche da una sorta di vivaio interno, non solo dalle cooperative. L’amministratore di sostegno, inoltre, è un ruolo che può essere svolto da familiari a favore dei congiunti o anche di terze persone, dopo un’adeguata preparazione.

Lo sfratto incombe e il Comune non aiuta

 

CREMONA Nessun aiuto dai servizi sociali, nemmeno uno di quei buoni spesa che anni fa venivano dati dal Comune almeno per la sopravvivenza, e nessuna opportunità di ritrovare occupazione, se non a  giornata, come donna delle pulizie. Deborah, una madre di famiglia cremonese sui cinquant’anni, con una figlia a carico, deve ricominciare da zero, e vivere con i 450 euro al mese dell’assegno di disoccupazione, perché il posto di commessa in un negozio di generi alimentari è andato perduto già l’anno scorso. Pagare l’affitto, in un appartamento privato della zona di San Rocco, è diventato impossibile, tanto più con una figlia a carico, ormai maggiorenne e a propria volta senza lavoro. Sull’assegno di disoccupazione, poi, grava la cessione del quinto dello stipendio. L’inverno al freddo, senza riscaldamento, per il distacco dell’utenza del gas, è stata la prima conseguenza. La minaccia di sfratto è stata inevitabile e si trasformerà in atto esecutivo nei prossimi mesi. Per la madre di famiglia, che non ha più i genitori, è iniziato il pellegrinaggio dall’uno all’altro ufficio comunale, nella speranza che l’amministrazione chiarisca la situazione e intervenga presto. Una delle richieste presentate all’assessore Mauro Platé, nella discussione sul regolamento d’accesso ai servizi sociali, è stata proprio la celerità della risposta, che in diversi casi arriva dopo mesi. Anche per questo il Comune prepara una serie di assunzioni. Il prossimo bando comunale per l’assegnazione delle case popolari è previsto per giugno: la domanda di Deborah si aggiungerà alle settecento dell’ultimo bando. Per la sopravvivenza, non resta che qualche aiuto dai familiari o da un’amica. Uno dei due cagnolini domestici è già stato ceduto, e anche l’altro cerca un nuovo proprietario: non c’è più posto nemmeno per loro.

Il M5S: “Arbitrarie le scelte dei servizi sociali”, Platé difende i percorsi per l’autonomia e la valutazione professionale: “Volete screditare le assistenti?”

CREMONA La critica dei 5 stelle, diffusa oggi con un comunicato di Lucia Lanfredi, non potrebbe essere più severa. Ai servizi sociali, sostiene in sintesi Lanfredi, regna l’arbitrio: le persone che si presentano esponendo la propria situazione e chiedendo aiuto non hanno certezza che venga considerato il bisogno, anzi sono in balia di assistenti che possono scegliere di dare contributi o no e senza giustificazione oggettiva. L’articolo 7 del regolamento d’accesso ai servizi sociali, approvato lunedì dal consiglio comunale, prevede un’istruttoria per chiarire se ci sia e quale sia uno stato di bisogno, basato su una “valutazione della condizione personale”, che per i 5 stelle di Cremona poggia su giudizi personali, a discrezione e arbitrio dell’assistente sociale. Non si capirebbe quale valutazione debbano fare gli operatori, se sociale, psicologica, sanitaria, giudiziaria, economica o di quale altro tipo. Di conseguenza Lucia Lanfredi ha presentato un emendamento per eliminare i margini di arbitrarietà, recepito solo in parte dal centrosinistra, che invece ha approvato il regolamento. E’ un attacco frontale ai servizi sociali, messi in molte circostanze sotto pressione dalla quantità di richieste, e colpiti anche dalle proteste di alcuni utenti. L’assessore Mauro Platé riconosce il contributo costruttivo dei grillini, respingendo però completamente l’accusa più pesante. Vale per gli assistenti sociali, ricorda Platè, un codice deontologico che impone di agire con autonomia professionale e di giudizio, senza discriminazioni. Il regolamento limita la valutazione alla condizione personale dell’interessato, considerando la situazione sanitaria, socio-sanitaria, giudiziaria, familiare, tenendo conto anche del contesto abitativo e sociale e la situazione economica e lavorativa. Quindi Platé ritiene erroneo giudicare “altamente arbitrario” il lavoro delle assistenti sociali a meno che non si voglia screditarle. La visione dei grillini è assistenzialista, secondo Platé, come se i servizi dovessero solo erogare servizi, quando tutto il settore è impegnato a costruire percorsi per l’autonomia della persona. Le critiche pentastellate colpiscono però anche i giorni di chiusura delle sedi comunali. Chi chiede aiuto nel fine settimana, quando gli uffici sono chiusi, rischia di non trovare nemmeno un posto dove dormire. I tempi delle risposte sono molto lunghi: chi è in grave difficoltà non dovrebbe attendere una risposta quattro mesi. D’altro canto il Comune ha già avviato l’iter per l’assunzione di sette assistenti sociali.

Cremona Solidale, nuova turnazione contro l’assenteismo

CREMONA In media, 32 giorni di assenze a testa ogni anno per circa 400 dipendenti di cui 300 turnisti: in dodici mesi, più di 13mila assenze in tutto. Statistiche impressionanti a Cremona Solidale, che però si accompagnano all’età media elevata dei dipendenti, in maggioranza dai 50 anni in sù, costretti poi dalla frammentazione delle famiglie e dalle difficoltà dello stato sociale ad accudire a casa i genitori anziani.

Per combattere l’assenteismo il nuovo direttore Emilio Tanzi da febbraio ha cambiato la turnazione, così i giorni di riposo sono diminuiti per garantire più personale attivo nell’assistenza. Rimane inalterato il monte ore mensile, tuttavia in una serie di 12 giorni, i riposi sono diminuiti da quattro a tre. Già il riposo infrasettimanale dopo il festivo è perduto, secondo la sentenza del giudice del lavoro di Brescia, che in appello ha confermato il diniego al ricorso bocciato dal tribunale di Cremona. Così lo stesso Tanzi in commissione welfare ha parlato inevitabilmente di “momenti di tensione e dibattito, pur riuscendo a riavviare il confronto con i sindacati”. Le proteste erano frequenti durante l’amministrazione Perri, ora però, come riferisce Giuseppe Lupi del sindacato di base, la pace è soprattutto formale e c’è malumore tra i dipendenti per la nuova turnazione. Il premio di produttività manca da tre anni e sarà assegnato con nuovi criteri, compresi la valutazione del lavoro svolto e la collaborazione con i colleghi. Il 40% del premio, forse un centinaio di euro in tutto per tre anni, dipenderà poi dal numero di assenze: chi perderà 30 giorni di lavoro, se non per gravi motivi, e senza contare i congedi, perderà anche il 40% della produttività, col rischio che dopo la trentesima assenza cada una motivazione. Nulla di definitivo: il direttore ha avviato il monitoraggio e intende poi ridiscutere con i sindacati l’organizzazione del lavoro. Non è l’unica novità: l’azienda riesce a utilizzare risparmi accumulati dal 2013 e a mettere in campo nuovi progetti per rendere più efficienti e economici il risparmio energetico, le manutenzioni e i consumi di farmaci e presidi, come i pannoloni, ormai tornati sotto controllo. La soddisfazione degli ospiti e dei loro familiari inoltre diventa un criterio incisivo: il regolamento sul comportamento dei dipendenti è stato confermato e le sanzioni disciplinari contro le scorrettezze sono già previste, mediante segnalazione dei capireparto.

La riforma sociosanitaria avanza e intanto le rette salgono

CREMONA Dopo le tante promesse, ormai ventennali, di incrementare i servizi domiciliari, aumentando assistenza a casa del paziente, e i nuovi programmi regionali di mettere al centro del sistema sociosanitario la domanda dei cittadini e non l’offerta delle strutture, con i loro costosi bilanci, l’unica certezza per anziani e famiglie è l’aumento delle rette degli ospizi, nella formula dell’adeguamento del tasso d’inflazione Istat dei prezzi al consumo, con preciso riferimento ai consumi medi delle famiglie di impiegati e operai.

Le rette di Cremona Solidale, come avviene in altre case di riposo, si sono impennate dello 0,3% dal secondo semestre dell’anno scorso, salendo a 53,20 euro al giorno, e di un altro 0,4% all’inizio di febbraio, sempre per adeguamento al tasso d’inflazione. Dall’inizio di febbraio l’aumento è di un altro 0,4%, ottenendo così una retta giornaliera di 53,40 per la degenza in casa di riposo, poco più di sessanta euro l’anno in più. Il direttore di Cremona Solidale Emilio Tanzi aveva spiegato l’anno scorso in commissione welfare i programmi stabiliti secondo gli indirizzi del Comune: portare Cremona Solidale con i suoi servizi a casa dei pazienti, non il contrario. Di fatto la delibera di giunta regionale X/6164, emanata il 30 gennaio scorso, procede nella stessa direzione auspicata da anni, cioè sviluppa un programma di centralità della domanda, a favore dei pazienti cronici e fragili, per i quali il sistema sanitario predisporrà piani di assistenza individuali. E’ solo un primo passo, che riguarda la categoria di pazienti che più hanno bisogno di assistenza, e quindi di cure costose, nel momento dell’acutizzazione. La presa in carico da parte delle cooperative di medici di base, grazie ai piani individualizzati, potrà stabilizzare le malattie croniche, evitando le crisi peggiori legate alle fasi acute. E’ un primo passo, apprezzato dall’assemblea dei sindaci del Cremonese, che ha approvato la ripartizione delle risorse la settimana scorsa, con l’auspicio che la prevenzione e i servizi domiciliari alleggeriscano le strutture sanitarie. Per il momento la trasformazione verso la centralità del paziente è però incompiuta: e le rette continuano ad aumentare.

Serie di proposte grilline ai servizi sociali

Maggiori informazioni ai cittadini, che in vari casi non sanno quali opportunità offrono veramente i servizi sociali: Lucia Lanfredi (M5S) ha proposto all’assessore Mauro Platè, ieri in un incontro cui ha partecipato anche Alessio Antonioli (Fare nuova la città), di pubblicare abbondanti informazioni sia on line che sulle testate freepress. Non tutti sanno e si creano aspettative sbagliate, secondo il M5S, e c’è chi non sa quando deve pagare il ticket o no: sul sito del Comune si trovano tutte le informazioni ma gli anziani non navigano per abitudine come i giovani.  Altra proposta riguarda poi la mappatura del terzo settore, dei comitati di quartiere e degli oratori e altri centri: ci sono persone che si recano ai servizi sociali perché sono sole e possono essere aiutate in altri luoghi, come anche per l’aiuto nel pagamento di bollette o altro, in modo da diminuire il grande flusso di persone nelle sedi dei servizi. Altra proposta grillina è un questionario sull’adeguatezza dei servizi alle aspettative, anche per correggere le une o gli altri: spesso infatti non c’è corrispondenza tra ciò che si crede di poter ricevere dai servizi e ciò che effettivamente viene offerto.

Anche da parte del centrodestra (Obiettivo Cremona con Perri) sono state presentate osservazioni al regolamento d’accesso ai servizi. I contributi per migliorare le vie d’accesso al welfare comunale sono diversi. Il regolamento sarà votato in consiglio comunale probabilmente il 6 febbraio.

Casa popolare troppo cara, sfratto evitato

Dopo un incontro fra Lucia Lanfredi (M5S), Alessio Antonioli (Fare nuova la città) e l’assessore Mauro Platé si profila il riassetto del Pois, la Porta d’ingresso dei servizi sociali, in una sorta di competizione per rendere più efficace l’attività. La sensibilità a Cremona è molto diffusa: numerose le iniziative negli ultimi anni, alcune tutte locali, come l’Alleanza contro la povertà, di circa cinque anni fa.

 

CREMONA L’appello del gruppo Sos Cremonesi al sindaco Galimberti e ai servizi sociali è stato ascoltato: lo sfratto di una madre di famiglia in programma domani in via Aspromonte da parte dell’Aler è stato scongiurato, con una proroga di un mese dell’accesso dell’ufficiale giudiziario. La donna ha perso il diritto alla casa popolare a causa della morosità: il canone di 230 euro al mese, assegnato tre anni fa, non è sostenibile in stato di disoccupazione, ma era aumentato in seguito a una procedura automatica, perché è stato inserito un dato di reddito del figlio nello stato patrimoniale.

Corretto l’errore, il canone diventa realmente sociale e scende a circa 30 euro, per l’assegnazione di una casa del Comune. Invece dello sfratto per morosità è dunque il momento di un trasloco. Alcune regole intanto stanno cambiando anche nell’organizzazione dei servizi sociali, nel tentativo di ottenere una maggiore efficacia. Infatti alcune delle osservazioni di Lucia Lanfredi, dei 5 stelle, alla bozza del nuovo regolamento di accesso ai servizi sono state recepite dalla maggioranza e dall’assessore Mauro Platé. La presa in carico, innanzitutto, non sarà più individuale bensì partecipata da un’équipe. Varie volte in passato chi è stato assegnato a un’assistente sociale ha avuto di che ridire a torto o ragione e non sono mancate liti.  Lo scopo quindi è spersonalizzare i rapporti. Il nuovo regolamento d’accesso ai servizi comunali sarà discusso probabilmente nel consiglio comunale del 6 marzo. Altre novità vengono dall’assemblea dei sindaci dell’ambito sociale del Cremonese, che hanno approvato le linee guida per la suddivisione delle risorse. Il 60% dei fondi sarà destinato a persone con disabilità molto gravi, su indicazione della Regione. Altra indicazione strategica dell’assemblea è stata quella di aumentare il numero delle persone che beneficiano dell’assistenza domiciliare. Oggi infatti la riceve solo il 15% degli anziani. I sindaci hanno deciso di potenziare le misure di sostegno alle dimissioni protette da ospedali e cliniche e l’accompagnamento al domicilio.