Stoccaggi, Pianengo insorge contro la sovrapressione nella terra delle polveri sottili

CREMA CR Bocciata dal consiglio comunale di Sergnano, dov’era stata presentata da Enrico Duranti, la mozione contro l’aumento della pressione del gas nello stoccaggio di Ripalta Cremasca è stata approvata su iniziativa di Andrea Serena dal consiglio comunale di Pianengo: 6 i voti favorevoli e 3 gli astenuti. Il bersaglio critico è il decreto del ministero dell’ambiente del 7 aprile di quest’anno, che ha deciso di aumentare la pressione del 10% alla scopo di immagazzinare ancora più gas, quando è noto, grazie alle stime rese note dal gestore Stogit, che le perdite in un anno sono rilevanti: ad esempio un milione e 450mila metri cubi dispersi nell’atmosfera di Sergnano. Si tratta di sostanze nocive come pm10, pm 2,5, monossido di carbonio, ossido di azoto, proprio in un territorio come quello cremasco in cui le polveri sottili già superano da una quindicina d’anni i limiti europei.

L’incremento della pressione fa correre il rischio di un aumento delle perdite, dunque per la sicurezza degli abitanti il Comune di Pianengo, guidato dal sindaco Ernesto Barbaglio, chiede al ministero dell’ambiente di ritirare il decreto per il principio di precauzione, e alla Regione Lombardia di opporsi. Già in passato, dopo il terremoto emiliano e mantovano del 2012, il Pirellone aveva detto no alla sovrapressione di Sergnano, per evitare rischi.

Il progetto autorizzato dal ministero prevede a Ripalta Cremasca una nuova centrale di pompaggio del gas da 35 megawatt, con tre turbocompressori, e quattro pozzi in più. Il decreto autorizza inoltre la microsismicità indotta dallo stoccaggio, con l’obbligo per il gestore di intervenire se viene superata la magnitudo 2.2, senza però indicare la magnitudo massima che può essere provocata dall’attività dello stoccaggio.

Il messaggio lanciato dal Comune di Pianengo, a tutela degli abitanti, è rivolto in particolare al consiglio comunale di Crema, città circondata dagli stoccaggi, che però non ha mai affrontato l’argomento con l’adeguato rilievo. Si tratta, va aggiunto, di gas destinato al commercio internazionale e non al consumo locale, in base a una scelta nazionale di politica energetica che nel mondo ambientalista viene spesso considerata negativamente.

 

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