Il Quirinale salva il geosito di Pianalto. Fermato il piano cave della Provincia

CREMONA Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accogliendo definitivamente il ricorso delle associazioni ambientaliste, ha deciso di porre una pietra tombale sulla richiesta di ampliare le escavazioni d’argilla nel geosito paleologico Pianalto della Melotta, che si estende fra Soncino, Romanengo, Ticengo e Casaletto di Sopra. Si tratta di uno dei dieci geositi lombardi, riconosciuti dal Pirellone, sul quale sono in vigore ben cinque vincoli: sito di interesse comunitario, Rete Natura 2000, Riserva naturale, geosito regionale, piano territoriale provinciale. Eppure l’amministrazione provinciale, durante la presidenza di Massimiliano Salini, con una decisione non revocata durante la presidenza di Carlo Vezzini, ha accolto un accordo fra Comuni e ditta Danesi, che già ha diritto di scavare all’interno, ma che grazie all’intesa del 2012, approvata dal consiglio regionale, a pochi mesi dalla scadenza del piano cave, avrebbe potuto ampliare la cava d’argilla esistente di 2 milioni e 100mila metri cubi. E’ partito quindi il ricorso delle associazioni, sostenute da una parte del centrosinistra, fra cui il consigliere regionale Agostino Alloni del Pd. Dopo la firma del capo dello Stato il segretario provinciale del Pd Matteo Piloni parla di battaglia vinta per l’ambiente e non contro il lavoro, “Con buona pace dei Salini, Malvezzi e dei sindaci di centrodestra di Romanengo e Soncino che la volevano”.  Il piano cave è stato molto discusso dagli ambientalisti, anche perché ha approvato le cave di prestito in vista dell’autostrada Cremona-Mantova, mai definitivamente autorizzata. A questo punto il presidente della Provincia Davide Viola sta riesaminando la situazione: vengono annullate le delibere e occorrerà iniziare da capo, con una procedura che non è ancora ben definita, tra revoca totale e stralcio, con un rischio di blocco immediato delle attività estrattive in corso. La presidente del Wwf Paola Brambilla fa notare che “raramente le associazioni hanno parlato tutte all’unisono come in questo caso. La pianificazione è per legge partecipata proprio per far rivedere alle amministrazioni gli errori concettuali che derivano dalla mancata adeguata considerazione dei valori ambientali e paesaggistici”. La situazione ambientale è già in parte compromessa e alla Provincia “proseguire a testa bassa” non servirà a nulla. Le associazioni ora si aspettano di essere convocate per una reale partecipazione a una pianificazione sostenibile, come richiesto sin dall’inizio.

 

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