Impianto a biomasse di Castelleone, autorizzazione negata dall’ente Provincia

E’ datato ieri, 20 luglio, il decreto 562 del dirigente del settore Ambiente dell’ente Provincia, Roberto Zanoni, che nega alla ditta Godeca di Oriolo, frazione di Castelleone, l’autorizzazione a realizzare la centralina a biomasse proposta prima l’anno scorso e di nuovo quest’anno, con alcune modifiche. Il progetto era stato corretto in seguito alle critiche mosse in particolare dal Comune di Castelleone, ma nemmeno le modifiche apportate quest’anno hanno soddisfatto le esigenze dei quattro Comuni confinanti (Madignano, Ripalta Arpina e Montodine) e della stessa Ats. Il testo del decreto 562, disponibile da oggi sul sito dell’amministrazione provinciale, rivela che il parere dell’Ats è stato determinante, così come l’applicazione del “principio di precauzione”.

L’impianto a biomasse dunque non si farà. Oltre agli enti locali, anche il M5S di Cremona, con un comunicato di alcune settimane fa (da me pubblicato ieri) si era opposto all’autorizzazione all’impianto, ricordando il gran numero di impianti a biogas e biomassse presenti ormai da anni in provincia. La stessa Ats ha previsto alcuni studi epidemiologici dedicati a diversi impianti industriali, compresa la concentrazione di centraline a biogas nella zona di Trescore. Riporto due passi del decreto del dirigente del settore Ambiente.

 

“RITENUTO quindi che, in presenza di una situazione ambientale particolarmente critica, così come documentato da ATS Val Padana con nota del 16/5/2017 prot. 37715 e in occasione dei lavori della Conferenza dei servizi, si debba assumere un atteggiamento cautelativo rispetto 52_562
all’eventualità che la messa in esercizio dell’impianto in argomento possa provocare un’alterazione negativa sull’obiettivo di protezione della salute e dell’ambiente, anche nell’interesse delle generazioni future,
ATTESO che il “Principio di precauzione” il cui campo di applicazione si estende, tra l’altro, alle politiche di tutela della salute umana deve essere applicato non a pericoli già identificati, ma a pericoli potenziali, di cui non si ha ancora conoscenza certa, si ritiene che il procedimento autorizzativo in argomento non possa essere concluso in maniera favorevole all’istante”.

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