Acciaieria di lotta e di governo

Il comunicato stampa pubblicato sabato 24 su “La Provincia di Cremona” in prima pagina, apparso anche su “Cremonaoggi”, è così preoccupante che fa discutere ancora, più di una settimana dopo la pubblicazione.

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Il comunicato afferma che le Acciaierie Arvedi spa (di Cremona e di Trieste) “continuano a subire illegittime e inaccettabili pressioni, la cui ragion d’essere rischia di apparire francamente estorsiva, realizzate anche attraverso la diffusione di notizie false e tendenziose”. Di conseguenza la società Acciaierie Arvedi “provvederà a perseguire tutti i responsabili nelle opportune sedi”.

E’ davvero molto preoccupante! Il riferimento è alle polemiche di Trieste sull’area a caldo? Sembra la descrizione di una specie di attività mafiosa o comunque di un’alleanza tra forze diverse (un’organizzazione a scopo criminale), che diffondendo notizie false e tendenziose – all’insaputa di una testata comunque ostile? – riesce a esercitare pressioni a scopo di estorsione.

C’è da augurarsi che non esista una simile attività criminale contro nessuna industria.

Durante l’ultimo Osservatorio Arvedi, nel quale è stata esposta l’ultima Autorizzazione integrata ambientale, l’acciaieria ha dimostrato un atteggiamento collaborativo verso le istituzioni e gli organi di controllo, in particolare mediante gli interventi di Alessandra Barocci. Non è una novità. L’acciaieria collabora con le istituzioni, che da parte loro – è compito del settore Ambiente della Provincia, e in altri casi del settore Pianificazione territoriale – dettano prescrizioni, cioè obblighi che l’industria siderurgica deve rispettare per la propria compatibilità ambientale.

Qualche giorno dopo è stato pubblicato il comunicato riprodotto qui sopra in foto. Appaiono così due volti diversi dell’acciaieria, l’uno collaborativo l’altro allarmato da quel tipo di pressioni, sinora rimaste anonime. Quindi la principale industria cremonese, con il suo cavaliere del lavoro, combatte, lotta, si oppone ad atteggiamenti particolarmente aggressivi. Quali, per ora non si sa.

La via maestra resta quella dell’Osservatorio Arvedi, spesso criticato, ma in grado di informare e di far applicare le leggi senza spirito di parte. La pubblica amministrazione non può essere schierata contro o a favore di un privato.

 

 

 

 

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