In 1.420 contro le nutrie

Entro oggi l’amministrazione provinciale avrebbe dovuto approvare il bilancio: non è stato possibile per le ragioni più volte spiegate. E’ stato però attuato, e presentato stamattina in conferenza stampa, l’ennesimo piano nutrie, “per il contenimento, come precisa Alberto Sisti, non per l’eradicazione, nella sola speranza di limitare il problema. Non è questione che dipenda solamente dall’ente Provincia di Cremona, né dal sindaco di Castelvisconti, per altri motivi apprezzabile per l’impegno: è la Lombardia che non ha saputo affrontare e risolvere un problema che da tanti anni appare su vasta scala. Eppure metodi e linguaggio cambiano poco. E si continua a sparare a degli animali. Sempre Sisti spiega che i 1.420 operatori sono in parte volontari che non si attivano certo ogni giorno. Il castorino, però, viene demonizzato e assalito. Fucili e gabbie non sono però una soluzione. 

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CREMONA L’amministrazione provinciale di Cremona, pur trovandosi in grave crisi di bilancio, ha attuato un dispiegamento di forze degno di miglior causa per l’abbattimento cruento delle nutrie. Dal 31 marzo 2016 gli uffici hanno autorizzato ben 1.420 operatori. Per eliminare la specie myocastor, ovvero castorino, gli uomini armati di fucile da 309 sono diventati 749, gli operatori che usano gabbie sono aumentati da 46 a 217, oltre a 9 operatori di ditte private e 93 guardie volontarie venatorie. Un esercito che si è quasi triplicato senza però molte speranze di successo, anche perché le nutrie si moltiplicano rapidamente e secondo l’ultima stima, del 2013, sono un milione e 100mila nella sola Provincia di Cremona. Le difficoltà del piano nutrie sono ammesse anche dall’assessore di Sesto ed Uniti Carlo Vezzini, come anche dal sindaco di Castelvisconti Alberto Sisti, che segnalano la scarsezza di risorse. L’ente Provincia ha investito ancora 25mila euro in un anno per l’abbattimento e altri 45mila euro per lo smaltimento delle carcasse, mentre la Regione ha chiesto per quest’anno al governo un milione di euro.

Inutile crudeltà, come osserva da anni l’associazione Uomo Natura Animale, che segnala l’enorme dispendio di risorse economiche che dura ormai da decenni senza alcun risultato. Si è costituita anche una Fondazione onlus, con lo stesso nome dell’associazione animalista costretta a prendere le distanze: è stata la Fondazione a donare 50 gabbie. L’ente Provincia ha consegnato 288 gabbie ai Comuni e 566 pettorine. Altre 105 gabbie sono disponibili. Decenni di piani nutrie non hanno dato risultati. L’associazione ambientalista Uomo Natura Animale, che ha la sua storica rappresentate cremonese in Franca Rita Catelani, ha segnalato che i rischi sanitari sono molto discutibili e persino il piano provinciale riconosce che l’animale ha un ruolo probabilmente di scarso rilievo nella diffusione della leptospirosi. Non è sorta di ratto ma di castoro. Un animale insomma demonizzato, che viene cacciato crudelmente, con spesa pubblica rilevante e palesemente inutile. Veniva allevato per farne pellicce, che ormai non si usano più da decenni. L’associazione animalista ha consigliato un intervento che fermi chimicamente la riproduzione, da anni fuori controllo. In provincia, fra Luignano e Annicco, in questi giorni una strada comunale ha ceduto per un tunnel scavato dai castorini. Malgrado gli insuccessi dei piani nutrie e la continua spesa pubblica, i metodi tuttavia non cambiano.

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